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Arte e Cultura

Villa Ottelio - Fotostudio CoccoVilla Ottelio - Sappiamo con certezza che nel 1257 esisteva ad Ariis un castello che venne dato in feudo dal Patriarca Gregorio di Montelongo alla Famiglia di Wrusberg. Dopo alterne vicende il castello passò in proprietà al Conte di Gorizia che vi insediò i Signori di Ariis. Nel 1336 divenne proprietà dei Signori Savorgnan fino al 1492 quando venne diviso d'autorità fra i quattro fratelli Savorgnan.
Il castello venne lentamente smantellato e al suo posto sorse un palazzetto, l'attuale Villa Otellio.

Villa Otellio, grande costruzione di discreta bellezza, esaltata dal colore rosso intenso del mattone, si specchia nelle acque del fiume Stella. Lo stemma, uno scudo d'argento allo scaglione nero, posto sulla facciata, testimonia la sua vecchia appartenenza alla famiglia dei Savorgnan. Costruita anch'essa su un antico maniero che perse il peso strategico dopo l'erezione della fortezza di Palmanova, costruita dalla Serenissima contro l'invasione turca del XVII secolo. In seguito la villa si trasformò in un'attiva azienda agricola. L'edificio è diviso in due parti: la prima, padronale, è strutturata in tre piani, con una bella facciata rivolta verso il fiume Stella, con giardino degradante fino alle acque, la seconda, riservata come residenza al personale agricolo, datata di magazzini e porticati. La villa è in via di restaurazione.

Villa Badoglio - RotaVilla Badoglio-Rota - La Villa Badoglio-Rota risale al XVIII secolo, ma fu costruita sui resti di un antico castello, centro di un feudo ricco di vicende storiche che partono dal periodo longobardo. Questo feudo nel XIII scolo passò nelle mani dei Savorgnan, seguite da quelle del conte di Gorizia ed infine nel 1466 ai conti di Codroipo. Questi, attraverso mille vicende occuparono la Villa fino al 1910 quando fu acquistata dai conti Rota. Questo a grandissime linee, perchè numerossismi sono i fatti documentati in cui gli Asburgo, il conte di Gorizia, il Patriarca di Aquileia e la Repubblica di Venezia sono stati grossisimi protagonisti.
La villa è un vasto edificio a tre piani posti a squadra che racchiude uno spiazzo erboso. Vi si accede attraverso un ponte, un tempo elevatoio, munito di una torre e gettato su un corso d'acqua che separa la villa dalla strada.

Il campanile del duomoDuomo di San Lorenzo - Non si può parlare del Duomo, dedicato a San Lorenzo martire, senza ricordare il vecchio parroco Pietro Del Giudice che volle "... far sorgere una chiesa più vasta che potesse contenere comodamente tutti i rivignanesi e ... anche i loro figli e nipoti...".
Nel 1903 i signori Moro donarono per la costruzione mq 2257,50 di terreno nel centro del paese. Per i tempi che correvano e le dimensioni del paese, il progetto dell'architetto Girolamo D'Aronco, sembrava eccessivo, ma le numerose oblazioni, grandi come quelle del conte di Codroipo Girolamo e più piccole di tanti fedeli, il 3 dicembre 1911 con una solenne cerimonia il Duomo fu consacrato.
E' una costruzione in stile neogotico, con impianto a tre navate e transetto; la facciata, scandita da 4 paraste coronate da pinnacoli con il sottotetto ornato da archetti pensili, ha tre portali con quello centrale sormontato da una nicchia con Madonna e da un ampio finestrone a sesto acuto. All'interno, proveniente dalla vecchia chiesa di San Lorenzo (ora demolita) si trova il fonte battesimale datato 1512, opera del Pilacorte, posto su uno zoccolo quadrangolare con scolpiti tre puttini. Sotto l'orlo della coppa è evidente lo stemma dei Savorgnan. Si possono ammirare l'altare di Sant'Antonio, dell'inizio del nostro secolo, di Giovanni Costantini, l'altare della Madonna del settecento altarista Giuseppe Mattiussi, le belle immagini della "Via Crucis" lungo le pareti delle navate e l'artistico coro ligneo della fine '800 che fa bella mostra di sé ai lati dell'Altar Maggiore, insigne opera rinvenuta e recentemente restaurata grazie all'intelligente solerzia dell'attuale parroco di Rivignano Don Domenico Vignuda.

Chiesa del Santo Rosario - Si erge nel cimitero di Rivignano, è formata da un'ala rettangolare con travatura scoperta. Il campanile è aperto in mezzo alla facciata con bifora, occhio e arco a tutto sesto. La porta principale con stipiti e architrave in pietra lavorata reca a sinistra, entro una nicchia, colpita una Madonna con il Bambino del Pilacorte e al centro della architettura lo stemma della famiglia Savorgnan.

E' il luogo sacro più interessante sotto il profilo storico-artistico di Rivignano. All'interno sopra l'altar Maggiore si trova in ottimo stato di conservazione, anche perché recentemente restaurato, la più bella opera pittorica di Rivignano, il Trittico di Bernardino Blaceo (Udine 1510-1570) datato 1552, inserto in una pala lignea di pregiata fattura, un dipinto raffigurante la Madonna con Bambino, San Giovanni e Sant'Ermacora, San Pietro e San Floriano. Nella pala centrale è raffigurata la Madonna in trono col bambino. Ai suoi piedi due angeli musicanti sono seduti su una cornice marmorea dove è posto lo stemma dei Savorgan.

Nella pala sinistra sono raffigurati S. Giovanni Battista, vestito di pelli animali che regge la croce con artiglio e S. Ermacora con il piviale rosso intenso mentre impugna il bastone pastorale. Nella pala di destra c'è S. Pietro che tiene con la mano sinistra un libro, accanto S. Floreano con indumenti militari versa un secchiello d'acqua su una torre in fiamme.

L'opera merita un'attenzione particolare anche per la sua struttura in legno intagliato, dorata policromo, per la ricercata varietà dell'intaglio dei legni e dei motivi utilizzati sull'architettura, per le dorature a foglio e l'utilizzo dei azzurrite dal bel color blu intenso.

Non c'è tema di smentita che questa è una fra le più belle e importanti opere della produzione artistica del 500 in Friuli, per la complessità della composizione, per l'apparato iconografico, per la varietà e l'eleganza della decorazione.

Chiesa di S. Giacomo Ap.Maggiore - Nei pressi della villa Ottelio si trova la chiesa,ricostruita sulla vecchia cappella signorile dei Savorgnan, del quale è stato salvato un affresco della Madonna con Bambino e i Santi Caterina d'Alessandria e Girolamo, databile tra il 1490 e 1510 e un secondo affresco visibile sotto un piccolo arco della sacrestia, rappresentante due teste d'Angeli, probabilmente dello stesso periodo.

La struttura dell'edificio è abbastanza comune: aula rettangolare, presbiterio rialzato, due sacrestie ai lati,nella facciata il portale e sopra una bifora a tutto sesto. Sul portale della chiesa è scolpita in rilievo l'immagine di San Zeno, protettore dei pescatori: il Santo impugna con la mano sinistra il pastorale vescovile, al quale è appeso un pesce. Questa figura emblematica che risale e alla fine del XV secolo, ci suggerisce che gli abitanti rivieraschi traevano sostentamento della pesa praticata lungo il fiume Stella. La tradizione del pescare è rimasta immutata, certamente non per bisogno alimentare, anche nei giorni nostri.

Chiesa di San Leonardo - A Sella, la Chiesetta del XV secolo dedicata a San Leonardo è ad aula rettangolare con coro quadrato sovrasto da una volta a crociera, di architettura minore, di valore prevalentemente ambientale, contiene una pala raffigurante la Madonna con Bambino e San Leonardo, attribuito a Leopoldo Zuccolo della metà del XVIII secolo.

Chiesa di Santa Maria - Nella Chiesa parrocchiale di Flambruzzo è presente un interessante olio su tela di anonimo databile al XVIII secolo raffigurante la Deposizione, i cui personaggi sono collocati, con sapiente maestria, in un ideale linea diagonale al cui centro vi è la figura di Cristo. Molto descrittive le immagini della Madonna supplicante, di Maddalena con gli abiti cangianti e di San Giovanni dal volto dolente rivolto a Cristo.
La Chiesa è stata arricchita dall'ultimo Conte Girolamo di Codroipo, con arredamenti, marmi pregiati e colonne di indiscusso valore.